giovedì 15 settembre 2016

FAST & FUN

Come sanno anche le pietre, io sono fatto per le salite interminabili, per portare la MTB in spalla, per scendere su sentieri da capre, e per farlo per ore e per giorni.
E mi piace anche, come una tortura di cui sono dipendente.

Così quando Elema mi fa "mercoledì corriamo il Fast Change a Chieri", avrei voluto dire di no, ma ho pensato che se lei era venuta sullo Tza Seche forse io potevo fare una staffetta sprint...

Così anche se con lo stomaco bloccato per il solito nervoso causatomi dalle solite persone che hanno come missione la tortura della mia psiche (per non dire altre parti corporee...), sono andato a correre in notturna.

Un'ora e qualcosa a staffetta, 6 minuti di giro con 80 metri di dislivello nel centro storico, il buio, l'odore degli altri, il fegato che pulsa, i denti che bruciano, la sensazione di vomito, l'area cambio che sa di 24h, il testimone da passare, l'incitamento tra di noi, "Vai Ele!!", "Vai Fabri!!", i muri delle case troppo vicini, il pavè infido, le scalinate in discesa, l'adrenalina.
Gli agnolotti e la birra dopo.

E' andata a finire che mi sono divertito, e che Ele è anche andata veramente forte.


BikerForEver.









martedì 13 settembre 2016

A ME PIACE COSI'

Correre per accompagnare lei.

Quante volte l'ho visto fare, nelle granfondo e nelle corse a tappe.
Quante volte ho pensato che mi piaceva.
Che era una cosa bella, che era un modo diverso per fare comunque agonismo.

Lui di solito potrebbe andare più forte e per questo può aiutare lei.
Altrimenti non avrebbe senso.

Lo abbiamo fatto di proposito a Masserano, un pò per caso a Sestriere, di nuovo di proposito a Cogne.

Ne sono venuti fuori tre podi, e lei sorrideva ogni volta felice.

Si può chiedere di meglio?


BikerForEver





giovedì 1 settembre 2016

OH NO!!

A volte si buca. A volte si rompe. A volte.

Ma se rompi due volte e la terza buchi, in tre gare, non è molto divertente.

Se poi non riesci a riparare la gomma, se ti fermi sette volte a rigonfiarla tenendola insieme con le fascette di velcro per gli sci.
Se hai 24 minuti di differenza tra tempo pedalato ed effettivo.
Se poi si rompe tutto e ti fai l'ultima discesa della Clavierissima Marathon, di suo già abbastanza tecnica ed infida per la polvere, sul cerchio.

Insomma.

Non benissimo.


BikerForEver






lunedì 15 agosto 2016

SEI FRATELLO DELL'ORGOGLIO

Non ci passano molti uomini in mtb.
Ci sono passate pochissime donne.

la bici sulla schiena
le corde fisse per tenerti
la cresta che non finisce mai
la quota e il sole che ti asciugano
a 2800 metri di quota dopo ore di salita

Questo è il mio punto G
come eroina.

Solo a farlo potevi capire.
Ora lo sai.
Gli altri non capiranno mai.

Hai salito lo Tsa Seche e sei scesa a Cogne
Non dimenticare di dirlo.

Sei fratello dell'orgoglio.


BikerForEver









venerdì 5 agosto 2016

IL DISTACCO

Il labbro inferiore che trema.
Gli occhi improvvisamente rossi.
Mi abbracci forte come a voler portare con te un qualcosa di me.

Abbracci i tuoi fratelli. Poi tua madre.

Passi il controllo, mentre metti le tue cose nel metal detector e ti volti ancora. Gli occhi rossi e gonfi, il pianto.
Poi ti osservo andare via senza voltarti più.

Passano in un istante diciassette anni di vita davanti a me.
Da quando ti presi in braccio nel tuo primo respiro ad adesso.

Ci vuole coraggio ad andarsene per un anno intero alla tua età.
Coroni il tuo sogno, ma cosa importa. Il coraggio non lo regala nessuno.

Porta con te oltre l'oceano i doni migliori.
Partendo dalla stima che i tuoi amici in questi mesi ti hanno dimostrato.
Vanne orgogliosa.
Tu che hai fatto del dono più eletto, l'umiltà, la tua forza.
Non perderla, non perdere te stessa.

E' ora di imparare a volare Michi. Se non fossi stato certo che ce la farai, non ti avrei lasciato andare.
Vola alto.
Io ti aspetto qui, oggi come sempre.

Buon viaggio, piccola mia.


mercoledì 20 luglio 2016

SENZA FINESTRA

"Rispettandoti potrei
Accettare come sei
Ma io non sono come te

Senza finestra

Fin da quando ero bambino
Fin da quando ero bambino
Fin da quando ero bambino"









BikerForEver



giovedì 7 luglio 2016

LA FORZA DELLA RUOTA E LA FORZA DELLA MENTE

Mi alzo e c'è cielo terso a Sestriere. Aria bella fresca e caldo alla luce del sole, non potevo sperare di meglio oggi.
Saluto Elena che si sveglia per la sua partenza che è più tardi, mi scaldo un pò e vado in griglia. Sono passati sei anni dall'ultima volta all'Assietta Marathon, tanti ricordi in tasca.
Partiamo e per un'ora scendiamo giù verso Pourrieres, con in mezzo tanti strappi che fanno male. In Val Troncea mi passa il Brunelli, mi sento un paracarro. Ma provo a pensare ad altro e continuo a tirare come posso.

Inizia la salita infinita, 18 km per 1800 metri, e mi metto del mio passo senza strafare. Mi passano parecchi, la Meli mi saluta e non provo nemmeno a seguirla ora. Fa molto caldo e voglio stare bene dopo i 50 chilometri,
L'asfalto finisce al colle delle Finestre, inizia la strada di prato e di pietre che sale su a cima Ciantiplagna, faccio il primo tornante e sento un "tac" forte e metallico. Faccio finta di niente ma sento rumore, mi fermo, e vedo che si è sfondato il cerchio. La ruota stortissima tocca contro il carro e rimane frenata. Non se ne parla, salgo in sella e riparto. Ma faccio una fatica bestia, la salita che va su a quasi 2700 metri di quota è già dura di suo, con la bici frenata è un calvario. Mi fermo decine di volte, con il piede prendo a calci il cerchio sperando di raddrizzarlo, ma nulla. Cammino parecchio, mi sento senza più forze, mi passano tutti, la testa crolla e decido di ritirarmi. Solo che faccio prima a proseguire che tornare indietro, per cui vado avanti piano piano.
Scollino e scendo lentamente, ho paura si rompa del tutto il cerchio e di farmi male, e non ho più voglia, morale, determinazione.



Arrivo ad incrociare la salita del colle dell'Assietta verso la sua parte finale, stan salendo quelli del giro classico, e vedo un paio di tornanti sotto Elena. Mi fermo e mi siedo ad aspettarla, dai almeno la saluto.
Arriva e mi metto al fianco, parliamo e le racconto la mia tristezza. Lei è terza e la seconda la vedo avanti di qualche minuto.
Dimentico tutto, e mi metto a tirarla. "Dai andiamo a prenderla Ele, dai che fai seconda". Ed inizio a menare come un deficiente con lei a ruota che continua a gridarmi "molla e non mi seminare!". Sto benissimo, sono pieno di forze, e facciamo i colli seguenti veramente forte, ma senza riuscire ad agganciarla. In cima al Genevris ci buttiamo nella discesa finale fortissimo e quando arrivo al bivio del Marathon, che è un attimo prima del traguardo del classico, le chiedo "ti spiace se faccio che farla tutta?" "Vai pure".
Così faccio gli ultimi 10 chilometri sul bellissimo sentiero "Bordin" a tutta, come se lottassi per chissà quale posizione. Continuo a risuperare biker fino agli ultimi 100 metri degli 85 chilometri di gara.
Passo il traguardo e arriva lei con il turbante in testa, ha appena finito la doccia. Sono sorridente, contento, anche se il tempo finale è ovviamente altissimo. Abbraccio le mie figlie, sono divertito e felice, anche se la bici vorrei buttarla nel primo cassonetto che trovo.

Penso che forse vale più questo 396esimo posto che tante gare chiuse nei primi 150.
Perchè ora so quale è la forza di una ruota rotta, e quale è la forza della mia mente.
Basterebbe avere voglia di usarla.


BikerForEver