giovedì 15 maggio 2014

LUNA PIENA

Voglio provare le luci che non uso da troppo tempo. Sono in ritardo e decido di farmi un'oretta e mezza di argini da solo.
Esco bardato come Goldrake. Imbrunire.

Vedo un cane randagio in un punto del ritorno, decido quindi di rifare lo stesso percorso.
Ad Albano dietrofront, e torno indietro.
Dopo cinque minuti puff....buio. Luce spenta, senza avvisi.

Sono solo, c'è con me solo la luna piena.
Posso tagliare e prendere l'asfalto e rischiare che mi asfaltino.
Posso continuare per argini tentando di vedere qualcosa.

Ovvio cosa abbia scelto, pedalo a tutta confidando sulla mia memoria per buche e pietre smosse.
In alto la luna si vela anche un pò.

Ma a casa ci arrivo, e questa non l'avevo ancora provata: MoonRiding.
Ora posso pedalare a occhi chiusi anche nelle gare....e comprare delle luci nuove per la 24H....




P.S.: ma quanto sono brutto in questa foto?



mercoledì 14 maggio 2014

DISCESA

L'agonismo dimenticato.
Partire senza l'angoscia di superare, accettare le code nei primi single track.
Affrontare le salite senza guardarsi indietro.

Buttarsi in discesa ridendo, godendosela tutta.

Ridere di gusto alla fine dei single track per la felicità di averli domati a cuore pieno.

Arrivare, stare con Roby e altri amici, mangiare e prendere il sole, fregarsene di tutto il resto.

Granfondo del Margareis, questa volta mi sono proprio divertito.




BikerForEver


mercoledì 7 maggio 2014

LA RESA

Ci ho provato, ho cercato il mio fisico disperatamente. A Riva del Garda, al Bike Festival, nella Ronda Estrema.
Quando ho capito che non potevo trovarlo, è stata la resa.
Mai arrivato così indietro in classifica in tanti anni di mtb, forse ultimo, non lo so non ho guardato.

Ma cosa me ne importa, è altro che a me importa.

Sono i crampi dopo il 50esimo, è l'anca che ha iniziato a bruciare troppo, è il fisico che è crollato, è la mente che ha ceduto. Lottavo contro me stesso, ho perso. Questo mi importa.

Trovo questa gara semplicemente fantastica. Lunga, dura, tecnica, in posti da sogno. Amo Riva e il Garda tutto.
Ma non ho avuto altra soluzione della resa.

Non sono troppo vecchio, sono solo troppo. Il mio fisico ha detto basta, stop, fine: pensa a fare altro.

Ho passato 94 km scalando 3710 metri (almeno secondo il mio Polar) prendendo coscienza che il Fabri che amavo, quello che lottava negli anni passati senza mai arrendersi, si era arreso.

Iniziamo una nuova vita ora, e smettiamola con le sfide. Non sono abbastanza stupido per non capire.






lunedì 28 aprile 2014

SERVIREBBE IL SOLE

Il 13 aprile ho finito la parte violenta della stagione, come sempre la prima. Gare a tutta, sempre fuorisoglia. L'ultimo degli sforzi intensi è stata la GF di Albisola, ultima di Coppa Liguria, che a me è piaciuta anche parecchio: impegnativa con i suoi 1800+, bell'ambiente, tanta salita, discesa finale molto divertente.
Non sono nemmeno andato malissimo, forse la miglior gara corsa quest'anno.

La Coppa si è chiusa con il quinto posto tra gli M4, vero furto visto che non sono nemmeno tra i migliori dieci che solcano quei sentieri.




Da quel giorno è iniziata la seconda parte della stagione, quella delle Marathon. E sono quindi iniziati i lunghi, e anche i ricorrenti come li chiamo io: ogni giorno giri da tre ore con tanta salita, per una settimana di sforzo continuo. Sono stati 10000+ nell'ultima e adesso sono bello stanco.

Sabato sarà tempo della prima infinita sfida, la gara del Bike Festival di Riva del Garda, che l'anno scorso fu una sofferenza tremenda.

A quanto pare saranno sette ore sotto la pioggia, un massacro.
Ora servirebbe il sole.

martedì 8 aprile 2014

LA MOTIVAZIONE

Domenica ho corso a Miasino, come l'anno passato.
In pratica un XC lungo, tre giri per oltre 40 km con una discreta dose di salite brevi ma irte per accumulare 1200 metri di dislivello.
Come sempre sono calato con il passare del tempo, speravo di tenere la ruota del Fumagalli, ma ho ceduto e come altri se ne è andato.
Essere 12esimo in questo circuito può anche avere un suo senso...
ma...
ma...
mi rendo conto che qualcosa sta cambiando dentro in me.
La motivazione non è quella che vorrei.

Rifletto.

La risposta provo a darla, il tempo dirà se l'ho trovata.
Forse a girare in tondo in circuito, a fare sforzi sì molto intensi ma di durata in ogni caso breve, io non trovo me stesso.
Ho bisogno delle sfide assurde, dei grandi giri, delle infinite corse a tappe, delle salite che ti strappano l'anima.
Io devo cercare oltre l'agonismo. Sicuramente perchè NON sono un vincente e quindi non provo la gioia che altri provano a girare in tondo.

Io sono per altri tipi di sfide, dove a volte la volontà vale più della gamba, l'animo più della forza.

Fra poco inizieranno i massacri, non vedo l'ora che arrivino.

Anche se non leggeranno forse mai queste righe, credo oggi che il Loca, il Riska, il Borella abbiano capito tante cose. E che magari un giorno le capirà anche il Fabri.



BikerForEver


domenica 30 marzo 2014

IL DISTURBO

Giovedì faccio 1350+ a Dynamic e allunghi alla soglia. Roba dura, tre ore, ma insomma...l'ho fatta tante volte, sono abituato.
Torno da Brusnengo e poi vado a un appuntamento, sto seduto un'ora a parlare. Mi alzo e sento un male tremendo alle gambe: "Boh, che strano, son stanco...".
Arrivo a casa mi prende freddo, freddissimo, tremo manco avessi il Parkinson, mi metto a letto con due plaid addosso e sto tre ore tre a tremare. Febbre alta, altissima, sono cotto.
Venerdì sembra meglio, poi al pomeriggio torna e alle nove di sera sono già febbricitante nel letto.

Qua arriva Il Disturbo.

IL Disturbo è in queste condizioni prendere del paracetamolo, sudare come un cammello tutta la notte, alzarsi alle 6.45 e andare ad Albisola a provare la gara.

Mi aspettano Loca, Borellik e Riska, è la seconda Adunata dei Disturbati dell'anno. Posso io mancare?

Giro duro, roba seria, quasi 50 km per 1800 e rotti +, bei posti, bella discesa finale, tanto saliscendi in quota che ti macina le gambe. Alla fine sono cotto come un asino, ma tutto sommato reggo, anche se vedo vene chiudersi ovunque quando ci prendono tre bei biker "nonsolofango" per l'ultima ora e mezza finale.

Il disturbo ciclistico, se preferite il Bike Disturbed, è una cosa seria. E spero non troppo diffusa.

Orgoglioso di farne parte, amici miei.



lunedì 24 marzo 2014

GENTLEMEN

"Ciao Gianni"
"Fabri ma sei già gentelmen?"
"Porca troia, lascia perdere"

Classe 1966, ovvero 48 anni a maggio, esordio tra i gentlemen. Il tempo passa, fermatelo.

A Vercelli piove, a Borgo d'Ale no. Oggi è un'isola felice, il percorso di questo divertente cross country è bagnato il giusto, senza fango.
Per pedalare e far qualcosa ho deciso di venire oggi a correre questa gara del "Master", dove sono tutti discretamente assatanati. Un circuito molto per vecchi, come me appunto, ma che in bici hanno ancora il vizio di menare non poco.

Si parte per categoria, saprò poi che siamo quasi 30 anche se mi sembrava fossimo di più. Parto tra gli ultimi come sempre, poi dopo qualche minuto mi girano forzo più che posso un allungo-staccata-curva a 180 e mi metto nella prima metà.
Finisce il primo giro, finisce il secondo giro, realizzo che non sto andando male. In salita spingendo il 38 mi pare di averne e mi viene voglia di provarci, do tutto e semino il gruppetto con cui sono. Dovrei essere sesto, mi gaso discretamente e continuo scendendo per i trail da demente.
Ma nei piani della seconda parte il gruppetto recupera e inizio il quarto ed ultimo giro che li ho che mi mordono le chiappe, si vede bene nella foto mentre passo sul traguardo a -1.



Appena mi prendono mollo un pò, cerco di prendere fiato tenendoli dietro, ma mi passano e due se ne vanno. Son pur sempre il Fabri, la gamba mediocre va rispettata.

Arrivo alla fine ottavo, e decisamente contento. Oggi ho lottato e ci ho provato, e questo è quello che mi diverte. Sono stato con la mia squadra, ho visto vecchi amici, andiamo avanti che si migliora.




BikerForEver