lunedì 3 aprile 2017

RICONDALAND

"Ele andiamo a correre a Borgo d'Ale?" "Dai che salutiamo il Gianni Riconda, poi vedrai che non piove".
"Mmmmhhh...domenica devo correre in fissa..."
"Dai su Ele, ti piace tanto il cross country, non puoi dirmi di no, su"

Quando vedo che la gara è alle 15,30, mi rimangerei tutto. Per me è l'ora della pennica, non del pedale. Ma ormai si è deciso e si deve andare...

Riconda Land è un luogo immutabile. Erano tre anni che non andavo, e non si è spostata una pietra, non un metro diverso dai miei ricordi. Il bello di avere delle certezze.
Arriviamo e trovo un pò di amici, oh che bella cosa: quanti biker che conosciamo, non sembra vero.

Attorno tutti agguerriti, io che trovo corta una granfondo, mi sento un pò a disagio. Poi manca tutto il mio mondo: le salite, il tecnico, le discese. Un su e giù veloce tutto da spingere, qua o hai il gambone o ciao.

La gara mia non è male, quella di Elema uno spettacolo: vince con la volata del fagiano, come fare goal su rigore al 94esimo dopo che gli altri hanno dominato la partita. Nell'unico momento serio però mi dice una cosa intelligente: "Fabri, devi imparare a crederci". Quindi non accontentiamoci del quinto posto e pensiamo in grande per la prossima volta.

Prima della premiazione, ritrovo al bar spettacolare: ordino un toast (sto morendo di fame) e due birrette, il tipo mi fa "non ho la spina, ti do due Poretti, sono 9 euro e 50". Penso "costano ste birrette...." ma poi mi mette in mano due Moretti da 66 così arriviamo al podio pure ubriachi.
Top di gamma.

Torniamo a casa con il bel premio di Ele, e mentre vado al Trompone a trovare mia madre mi torna in mente un pomeriggio di maggio, quando un simpatico tipo vestito da bici mi veniva a trovare mentre ero nel giardino: il Fabri non dimentica Gianni.


BikerForEver









mercoledì 29 marzo 2017

VASTNESS

Sono appoggiato alla panchina di Piazza Partigiani ad Alassio. Ho messo lo smanicato perchè dopo la gara ho sempre un pò di calo termico. Mi siederei volentieri, sono stanco, ma già stare appoggiato è un lusso con tutta questa gente. Non ho fame, non ho sete, guardo senza guardare i biker che arrivano al traguardo, che vanno e che vengono.
Saluto spesso persone che vivono della mia stessa passione, che ci si vede alle granfondo ormai da tanti di quegli anni.

Non sono molto contento, oggi è stata una sofferenza. Ho fatto la corsa del gambero, partito bene ho perso posizioni tutta la gara. Nessuna forza nelle gambe, anzi parecchi dolori che non passano più per la caduta di una settimana prima, troppa paura nei sentieri infangati di Alassio.
Unico sorriso sulla spiaggia per il tifo dei miei due figli a un passo dall'arrivo, mentre mi salutano insieme agli altri ragazzini del Riverosse.

Il sole un pò scalda, ma i brividi di freddo non passano del tutto. Guardo distratto il rettilineo di arrivo e la vedo. Passa il traguardo e le vado incontro.

Nella sua maglietta del Liguria Trophy Elema mi sorride felice. La lunga treccia di capelli è forse l'unica parte di lei non infangata, saluta a destra e sinistra, ride, parla a raffica. E' l'immagine della gioia. Non le importa nulla della posizione, della gara, lei è felice perchè si è divertita, ha corso su trail difficili e viscidi senza incertezze. ha lottato con un mare di altri biker, ha vinto la sua sfida di non cadere, di arrivare sulla spiaggia finale senza incertezze.

Non le dico nulla, ma dentro mi parlo chiaramente. E la mia corsa ad Alassio cambia aspetto: non sono caduto, non mi sono fatto male in una situazione che sapevo essermi ostile, mi sono divertito, e sono qui. Spesso me ne dimentico, ma ho la fortuna di essere qui, in mezzo a queste facce infangate che vedo da anni, che saluto con affetto, e con tutto quello che ho passato negli anni, e con le primavere che mi porto addosso, insomma, se non sono fortunato io.
E ho dato tutto me stesso, come sempre faccio, e se il mio me stesso di oggi era minore di altre volte, che me ne frega?

E della posizione in gara, della classifica assoluta e di categoria, dei tempi su Strava, dei biker invasati che bestemmiavano per passare pur essendo in 250esima posizione, ecco di tutti questi...
Solo la Vastità.

Vastness


BikerForEver







lunedì 6 marzo 2017

I TRE VECCHI BASTARDI

Quando esci in bici su strada e prendi un uomo anziano, magari vestito un pò dimesso, che pedala tranquillo. Tu lo passi con quella aria da pro che si palesa sempre in un "ciao". E allunghi senza dar a vedere alcuna fatica, sicuro.
Ma poi ti accorgi che questo si è attaccato alle ruote, ti da un cambio e si mette a tirare, e tu stai al gancio. E torni a casa mezzo morto manco avessi corso la Roubiax, perchè non volevi farti staccare. Ecco allora hai trovato un vecchio bastardo.

Io che farò 51 primavere fra due mesi, sono se mi ci metto un vecchio bastardo.

E gli "Old dirty bastards" era la squadra che abbiamo iscritto alla Tri Marathon di Cogne, prima edizione di un winter triathlon da correre da soli o a staffetta.
Claudio, stessa mia classe, per fare 10 km di traling nella neve su sentieri pieni di buche.
Elema, W2 tra le donne, per fare 20 km di MTB nella neve
Io me, per fare 15 km di fondo.
Staffetta mista, tre biker votati al divertimento puro.

Sabato nevica, no anzi sabato è l'apocalisse. Circa 60 cm di neve in tre ore, bagnata pure, io ed Ele usciamo con le MTB e mi sdraio quattro volte. Lei ovviamente no, e va pure più forte in discesa. Lasciamo perdere, io sono fondista sulla neve.

La mattina sole a palla e cielo cobalto. Attorno ti guardi e non credi sia vera tanta bellezza,

Alle 9 parte Claudio e corre benissimo, Ele si butta verso Epinel con la Specy come solo lei sa fare, e poi tocca a me a skating. Recupero due posizioni nell'assoluta, e faccio segnare una media di 160 bpm sul cardio che è il mio record degli ultimi anni. Do tutto, e alla fine siamo contenti, tutti e tre.

Era pieno di fortoni, gente da nazionale e oltre, e io sono orgoglione di tutti noi. Ho sciato su una neve lentissima forte come non mai e Claudio ed Ele hanno fatto altrettanto.

Poco importa la classifica, vincere non era difficile tra i team misti, quel che conta come sempre è quello che abbiamo sentito dentro. Ed è roba seria.


BikerForEver








mercoledì 22 febbraio 2017

NESSUNA LAMENTELA

La mia regola vuole che dopo la gara scriva qualcosa.
Per ricordare, che poi si dimenticano le cose.
Ad Andora, Celestino non ha sbagliato un colpo: percorso, presenze, organizzazione, premiazioni, logistica, tutto al top, tutto ben fatto.
Per ringraziarlo gli Dei gli hanno anche dato una bella domenica di sole.

Oltre 500 in griglia alla prima in Liguria, come ai bei tempi, e io ed Ele felici come non mai.
Oltre cento elite, la crema del biking italiano, e un mare di amatorazzi preparati che manco Armstrong dei tempi andati.
Ritmo da paura, nessuno sconto per nessuno.

Nessun ricordo particolare. Sono andato a tutta, dal primo metro all'ultimo. Un pò di calo nell'ultima mezz'ora, qualche crampo che mi ha costretto a mollare qualche posizione, tanti trail fatti a vita persa, i denti attaccati al culo di quello davanti, chiunque fosse, sempre.

Forse manca un pò di cattiveria agonistica, mi stavo divertendo troppo.
Ma metterci due ore e quattordici minuti nelle mie attese era oltre ogni immaginazione.
Poi se anche gli altri vanno come non mai, bravi anche a loro.
E poi Elema con la maglia leader della coppa ligure sta davvero bene,

Adesso si torna alle scioline, ma la voglia è proprio tanta.
Qua si cresce, mica si invecchia.


BikerForEver




giovedì 9 febbraio 2017

TECNICA CLASSICA

Lo scorso weekend doveva esserci la MarciaGranParadiso, a skating e a tecnica classica.
Appena l'hanno annullata per mancanza di neve ha cominciato a nevicare, per punire giustamente una decisione triste.
Così si sono inventati al posto una Kermesse, che poi che vuol dire chi lo sa, ovvero una gara di 15 km, ovviamente a tecnica classica, così Elema ha dovuto fare le foto.
Si era allenata davvero per il suo esordio a skating nel fondo, mi spiace proprio.

Siccome nevicava di brutto anche solo 15 sono risultati molto faticosi, E ancora di più il secondo giro diciamo di scarico con Ele per farne almeno una trentina.
Trentasettesimo al giro di boa in Valmiana, ho perso 10 posizioni nel ritorno in leggera discesa tutto da spingere, con gli sci che non andavano proprio.
Eravamo pochi, e anche magari poco agguerriti, ma io sono contento.

Domenica a fare skating in neve fresca per tre ore, e lunedì mattina a fare sci di discesa.

Nove giorni e c'è Andora, quasi quasi mi presento con gli sci.


BikerForEver









mercoledì 11 gennaio 2017

LE TABELLE, LA PREPARAZIONE, I RITIRI, ROCKY BALBOA E NINO SHURTER

Leggo i social, anche se non ci scrivo spesso. Non sempre ho qualcosa che reputo interessante da dire.
Vedo preparazioni scientifiche, tabelle e rulli, giri a dicembre di 8 ore su strada, stage liguri che manco i pro, battaglie ed esercizi, gente che si stacca e gente che attacca.

La nuova stagione è alle porte, l'agone è ovunque, nemmeno un mese e tutti iniziano a correre e devono essere magri, tirati, tonici, pronti.
In griglia sarà come stare nell'anticamera dell'inferno. Pronti via e tutti scatteranno come invasati, come atleti, come molle.

A me piace l'inverno per fare quello che non posso fare gli altri nove mesi dell'anno. I tempi delle tabelle e degli esercizi da fare congelando sono finiti da tempo. Saranno i 51 anni che chiamano, ma io ho solo voglia di fare quello che mi diverte.
E di massacrarmi le gambe con tutto quello che non si deve fare.
Sci di fondo, sci di discesa, bici da strada, mountain bike, camminate nella neve, non mi faccio mancare nulla. Senza un programma, senza un metodo.

D'altronde io amo vedere Rocky mentre si allena sollevando legna nella neve o si alza alle 5 di mattina e ingurgita sei uova prima di correre, e ammiro Nino che passa questi mesi facendo fondo, enduro e freeride con gli sci. Ovvero se ne fotte, e vive.

Sono vivo, e mi prendo tutto quello che posso. Poi ci vediamo in griglia come sempre e non ho problemi ad aspettare che arrivi il mio momento. Tanto ho imparato ormai che arriva.


BikerForEver